Il settore arredo

Legno
Nel panorama dell'imprenditoria veronese i settori del mobile e del marmo rappresentano due elementi fondamentali.
Il settore del mobile è un elemento fondamentale nella storia dell'imprenditorialità veronese, che ha visto l'evolversi l'attività artistica di alcuni artigiani, fino alla nascita di un distretto produttivo ricco di imprese, stili e innovazione.
Un distretto che nella qualità e nella originalità tipiche del made in italy trova il proprio elemento di aggregazione.
Le imprese del mobile che compaiono in questo portale operano già oltre che nel mercato interno anche con l'estero, producendo mobili in stile, classico, moderno o complementi d'arredo.
Non da meno è il settore del marmo, Verona è infatti il principale polo italiano per la lavorazione di marmo e granito e leader mondiale per la produzione di agglomerati.Il settore del marmo è caratterizzato dalla presenza di numerose imprese manifatturiere di piccole e medie dimensioni, accomunate per tipologia di prodotto e per un grado di specializzazione molto elevato nell'attività di trasformazione del prodotto.
Grazie ad ingenti investimenti in tecnologie sempre più avanzate, infatti, le imprese veronesi sono giunte ad una specializzazione tale da renderle capaci di trattare qualsiaisi tipo di materiale che arriva a Verona da tutto il mondo, per essere poi trasformato in pavimenti e rivestimenti destinati ai mercati internazionali.

 

Il marmo a Verona

marmo
L'estrazione e la lavorazione del marmo, attività largamente praticate nell'antichità in egitto ed in Grecia, si affermano in Italia in età romana e si sviluppano progressivamente durante il rinascimento, diventando una realtà economica alla fine del '700, con i primi impieghi di esplosivi e successivamente con l'adozione del taglio meccanico. Alla fine del 1800, le cave veronesi, seconde per importanza solo a quelle delle Alpi Apuane, sono già note in tutta Europa, forniscono marmi alla città di Vienna, e sentono l'esigenza di qualificare con una scuola i lavoratori locali: nasce in Sant'Ambrogio di Valpolicella la Scuola d'Arte Brenzoni, tutt'ora attiva ed apprezzata.
A distanza di un secolo nel veronese, ridotta l'attività estrattiva, è in forte sviluppo l'industria della lavorazione del marmo, incrementata dall'adozionedi telai e utensili diamantati.
Fino agli anni sessanta le imprese veronesi del settore lavorano quasi esclusiavmente marmi della zona. Con ingenti investimenti in nuove tecnologie, sono divenute oggi in grado di trattare qualsiasi tipo di materiale (anche rocce di tipo granitico) che giunge a Verona da cave di tutto il mondo, per essere trasformato in pavimenti e rivestimentii destinati ai mercati internazionali.
la maggior parte delle industrie dell'area veronese opera lungo il corso del fiume Adige, dai confini della provincia di Trento fino a Verona, e nella Valpantena. Sant'Ambrogio di valpolicella è il centro che vanta il maggior numero di unità, seguita dai comuni di Dolcè, nella Valdadige, Grezzana e Lugo nella Valpantena, di Negrar in Valpolicella, di Affi e di Pescantina.
Queste industrie sono dotate di telai provvisti di lame diamantate, che consentono velocità di 35 cm/ora in marmi di media durezza, e di segatrici che utilizzano dischi diamantati anche di grandi dimensioni: impianti molto avanzati, dotati di sistemi sofisticati che hanno richiesto ingenti investimenti, necessari per progredire da condizioni semi-artigianali a standard industriali, che hanno reso le imprese di Verona competitive su tutti i mercati.
Il sistema marmo veronese che abbraccia la zona montana e pedemontana della provnicia scaligera, ha così assunto un ruolo di grande importanza economica per tutta la provincia, stimolando la crescita di imprese di trasporto pesante e di numerose altre attività collaterali.
Telai, levigatrici, impianti a filo elicoidale, gru, argani, spesso provengono da imprese metalmeccaniche del comprensorio veronese, e sempre veronesi sono la maggior parte delle aziende che forniscono abrasivi, lucidanti, mastici e cere.
Lo sfruttamento dei calcari che affiorano nella collina e nella montagna veronese risale atempi antichissimi. Tra le prime ad essere estratte c'è sicuramente la pietra della Lessinia, perchè con la sua particolare struttura a lastre, può essere estratta molto più facilmente della pietra in blocco. Questo tipo di materiale è stato da sempre impiegato direttamente, salvo sommarie rifiniture, dando origine ad una tipica architettura spontanea che da sempre caratterizza il paesaggio della Lessinia. Per salvaguardare questo aspetto paesaggistico è stato introdotto il vincolo di usare anche per le nuove costruzioni la pietra della lessinia, che così viene in parte assorbita nel territorio di provenienza.
Tra i principali marmi estratti in blocco dai bacini del comprensorio vanno ricordati il rosso di Verona, il Nembro di Verona, la Breccia Pernice, il Rosa del Garda ed il Giallo Reale.
Le cave sono localizzate principalmente nei comuni di Sant'Ambrogio, Fumane, Dolcè, Caprino, Sant'Anna d'Alfaedo e Selva di Progno.
L'industria veronese del settore detiene un primato internazionale: quello della produzione di agglomerati, nella quale è leader mondiale, con circa l'80%.
L'agglomerato è un composto speciale di marmi sgretolati e sostanze leganti, che viene compattato in formelle e utilizzato principalmente per pavimentazioni. La provincia esporta l'80% della produzione, pari ad un terzo del totale nazionale del settore.
Le esportazioni sono dirette principalmente verso U.S.A., Germania e resto d'Europa, Cina ed Estremo Oriente.
L'immagine dell'industria veronese è sostenuta dall'attività della Camera di Commercio, che in collaborazione con le associazioni locali dei marmisti promuove appuntamenti fieristici di vitale importanza per il settore. A New York, l'italian Marble Center, che include fra i suoi aderenti varie industrie veronesi, svolge un'azione promozionale di grande interesse per far conoscere il marmo ialiano a progettisti ed imprese americane

 

Il mobile a Verona

mobile
Della lavorazione artistica del legno, ed in particolare dell’intarsio, si ha notizia a Verona fin dal 1400, con opere pregevoli come le tarsie del coro di Santa Maria in Organo, realizzate dal monaco olivetano Fra’ Giovanni, di cui si ha ampia testimonianza anche negli scritti del vasari. Si dovranno però attendere ancora cinque secoli prima che un altro geniale artigiano di Asparetto di Cerea, nel Basso Veronese, dia l’avvio a quella che oggi è una delle industrie più significative dell’economia veronese: falegname in un’area prevalentemente agricola, abituato ad aggiustare carri ed attrezzi, egli inizia quasi per caso a riparare vecchi arredi in legno di case signorili della zona. L’abilità di questo artigiano si fa ben presto notare, e la sua curiosità lo porta a studiare gli antichi mobili che gli vengono affidati e a riprodurli con grande sapienza.
La sua bottega acquisisce importanza, i suoi lavoranti aumentano, diventano essi stessi piccoli imprenditori e maestri di giovani artigiani, che, anche con il supporto della Scuola Popolare di Disegno, sorta a Cerea nel 1910, si specializzano in riproduzioni di qualità del mobile d’arte.
Dopo la pausa della seconda guerra mondiale, negli anni Cinquanta e soprattutto nei primi anni Sessanta la domanda cresce, e quasi ogni casa dell’area che fa capo ai comuni di Bovolone, Crea, Salizzole, Nogara e Sanguinetto porta l’insegna di una piccola fabbrica di mobili.
Per incentivare il mercato, l’amministrazione comunale di Bovolone organizza una mostra del mobile artigianale veronese: è il primo passo verso quella che, con il patrocinio della Camera di commercio di Verona, diventerà negli anni a venire una delle più importanti fiere internazionali del mobile.
Dagli inizi degli anni ’60, con l’introduzione di nuove macchine che effettuano con velocità e precisione lavorazioni fino ad allora eseguite interamente a mano, l’attività degli artigiani del mobile raggiunge notevoli livelli di sviluppo. L’area che vede la maggiore concentrazione di imprese, numerose anche se ancora a struttura familiare, è quella che si estende nella fascia meridionale della provincia di Verona, verso i confini con Mantova, Rovigo, Padova e Vicenza, comprendendo i comuni di Bovolone, Casaleone, Cerea, Concamarise, Gazzo, Isola della Scala, Isola Rizza, Legnago, Nogara, Oppeano, Salizzole, Sanguinetto e San Pietro di Morubio. In quest’area, nota come “Bassa Veronese” si colloca il 90% delle imprese del mobile di tutta la provincia; in particolare, nel triangolo che unisce Verona a Nogara e Cerea, si registra la più alta produzione nazionale del mobile in stile, cioè di quel tipo di arredo, costruito con tecnologie attuali, che rispecchia forme tipiche di altre epoche. Questo tipo di mobile, fedele alla tradizione, esprime valori di solidità, di equilibrio, di durata, di benessere, incontrando in modo stabile il favore di una vasta fascia di utenti. L’incremento della popolazione, unito ad una tecnologia sempre più evoluta, favoriscono un graduale processo di decentramento produttivo.
Molti laboratori si specializzano nella produzione di singoli pezzi, poi rifiniti, assemblati e distribuiti in tutto il mondo da aziende con una più forte presenza sul mercato. Viene così attuato uno schema di produzione molto efficiente, nel quale ciascun laboratorio artigianale opera come un reparto di una grande azienda, ma con la vitalità e le motivazioni di una impresa autonoma. Questo sistema consente ai produttori veronesi di presentarsi al pubblico con un ampio assortimento di modelli a catalogo e di soddisfare in tempi brevissimi richieste di singoli mobili come di arredi completi.
Il decentramento della produzione ha favorito uno sviluppo notevole di know-how all’interno di molte imprese specializzate, che dedicandosi esclusivamente ad un settore di produzione o di lavorazione, riescono ad innovarsi con un’agilità difficilmente riscontrabile all’interno delle grandi imprese.
La produzione del mobile nella Provincia è diventata elemento trainante anche di una fitta serie di attività collaterali artigianali (tappezzerie, imbottiture, tendaggi, giunco, pelle, ottone, vetri, specchi) e industriali (elementi per l’illuminazione, macchine per la lavorazione del legno, vernici, plastiche, materiali composti). Tuttora, il tipo di mobile maggiormente prodotto è quello in stile, che occupa più della metà delle imprese dell’area veronese. Delle restanti unità, il 10% si dedica alla realizzazione di mobili moderni, in particolare di cucine componibili, ed il 40% circa fornisce componenti e fasi intermedie di lavorazione alle imprese maggiori. In totale, le unità produttive del settore sono circa 2200 che impiegano più di 8000 addetti.
Gli scambi sono stimolati dalle manifestazioni annuali di settore, organizzate dall’Ente Fiere, che fanno convergere a Verona operatori da tutto il mondo. Gli industriali e gli artigiani veronesi sono assisiti dalla Camera di commercio, che organizza partecipazioni anche collettive a fiere internazionali, coordina missioni commerciali all’estero, predispone contatti con operatori stranieri, e valorizza nel mondo la qualità e l’immagine del mobile veronese.

 

 

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